Il Preambolo dell'AI Act
L'AI Act (ufficialmente Regolamento UE 2024/1689) disciplina lo sviluppo, l'immissione sul mercato e l'uso dell'intelligenza artificiale. Il testo segue fedelmente l'organizzazione gerarchica dei Regolamenti UE tra motivazioni esterne e comandi vincolanti.
Prima di arrivare alle regole vere e proprie, l'AI Act presenta ben 180 «considerando», cioè motivazioni esterne.
Questa enorme introduzione serve a spiegare dettagliatamente perché l'Europa ha deciso di intervenire, definendo i confini etici della legge. Motivano la necessità di tutelare i diritti fondamentali e la democrazia, e spiegano cosa l'UE intenda per «rischio inaccettabile» o «rischio alto» prima che queste categorie diventino obblighi di legge.
L'Articolato: la struttura dei Capi
Il cuore prescrittivo della norma è composto da oltre 110 articoli, distribuiti all'interno di Capi e Titoli tematici. Questa ripartizione logica serve a dividere i compiti tra chi crea l'IA e chi la usa. La struttura segue una logica piramidale basata sul livello di rischio:
- Capo I — Disposizioni generali: oggetto, ambito di applicazione e definizioni legali (es. la definizione esatta di «sistema di intelligenza artificiale»).
- Capo II — Pratiche di IA vietate: elenca i sistemi a rischio inaccettabile che non possono essere usati nell'UE (es. il social scoring di stampo governativo o la manipolazione comportamentale).
- Capo III — Sistemi di IA ad alto rischio: la sezione più corposa. Regola i sistemi ammessi ma sottoposti a severi obblighi di conformità, come gli algoritmi usati nella chirurgia robotica, nella selezione del personale o nell'istruzione.
- Capi successivi: disciplinano i modelli di IA per finalità generali (i cosiddetti General Purpose AI, come i modelli alla base di ChatGPT), i compiti delle autorità di vigilanza e le sanzioni finanziarie per chi viola le regole.
Gli Allegati tecnici
Il regolamento si chiude con diversi Allegati fondamentali per l'applicazione pratica. Evitano di appesantire gli articoli principali: ad esempio, l'Allegato I elenca i testi legislativi di armonizzazione dell'Unione, mentre un altro allegato definisce in modo chirurgico l'elenco dei sistemi considerati ad «alto rischio» (come i sistemi biometrici o le infrastrutture critiche), permettendo aggiornamenti tecnici più snelli in futuro.
Dal punto di vista temporale, l'AI Act si può riassumere così:
Agenti su VPS privata: cosa comporta davvero
L'implementazione di sistemi agentici basati su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) a pesi aperti (open weight) eseguiti localmente (tramite strumenti come Ollama) su una VPS privata comporta profili di responsabilità e limitazioni differenti a seconda della finalità d'uso (personale o aziendale) e del settore di applicazione. Di seguito le limitazioni e le responsabilità basate sulle disposizioni dell'AI Act.
1. Scopi personali e non professionali
Per chi implementa e utilizza un sistema agentico per fini puramente personali e non professionali, il regolamento prevede un'esenzione quasi totale.
L'Articolo 2, paragrafo 10, stabilisce esplicitamente che il regolamento non si applica agli obblighi dei deployer (utilizzatori) che siano persone fisiche impegnate in un'attività personale non professionale. Restano comunque valide le altre normative — GDPR per il trattamento di dati di terzi, e le leggi civili/penali ordinarie.
2. Scopi aziendali e professionali
In ambito aziendale, l'organizzazione assume il ruolo di Deployer (utilizzatore) e, in certi casi — se modifica sostanzialmente il modello o lo immette sul mercato con il proprio marchio — quello di Fornitore.
Pratiche vietate (Art. 5) — indipendentemente dal fatto che il modello sia open weight o eseguito su VPS privata, dal 2 febbraio 2025 è vietato utilizzare l'IA per:
Le responsabilità dipendono poi dalla classificazione del rischio del caso d'uso specifico:
Selezione personale, credito, istruzione, infrastrutture critiche
- Governance dei dati: training/test set di qualità, rappresentativi, privi di bias
- Sorveglianza umana effettiva
- Documentazione tecnica e log automatici per almeno 6 mesi
- Valutazione d'impatto sui diritti fondamentali (FRIA) per servizi pubblici o settori finanziari/assicurativi
Assistenti virtuali e agenti conversazionali
- Informativa: dichiarare che si sta interagendo con un'IA
- Watermarking: i contenuti sintetici generati (testi, immagini) devono essere marcati in formato leggibile meccanicamente
3. L'impatto della natura «open weight» e della VPS privata
L'uso di modelli open weight e l'esecuzione su infrastruttura privata influenzano direttamente la catena delle responsabilità.
- Esenzioni per i modelli open source (Art. 53): i fornitori di modelli rilasciati con licenza libera (come le versioni open di Llama o Mistral) i cui pesi sono pubblici sono esentati dall'obbligo di fornire documentazione tecnica dettagliata (Allegato XI) e informazioni ai fornitori a valle (Allegato XII) — a meno che il modello non presenti un rischio sistemico (sopra i 1025 FLOPs).
- Responsabilità del fornitore a valle: se l'azienda integra questi modelli nel proprio sistema agentico, diventa responsabile della conformità del sistema finale. Poiché il fornitore del modello originale potrebbe essere esentato dalla documentazione, chi implementa il sistema su VPS deve farsi carico di analizzare in proprio capacità e limiti dell'IA per la propria documentazione tecnica.
- Cibersicurezza: per i sistemi ad alto rischio, l'azienda è responsabile della robustezza e della cybersicurezza dell'infrastruttura VPS, per prevenire attacchi come il data poisoning o tentativi di alterazione del comportamento del modello.
4. Calendario dell'adeguamento
Le aziende devono considerare le seguenti scadenze per non incorrere in sanzioni, che possono arrivare fino al 7% del fatturato:
Applicabilità dei divieti (pratiche vietate) e obbligo di alfabetizzazione in materia di IA per il personale.
Applicabilità generale degli obblighi di trasparenza (es. chatbot).
Obblighi per i sistemi ad alto rischio (Allegato III), rinvio introdotto dal pacchetto Digital Omnibus.
Alcune slide della gallery sottostante sono state realizzate con NotebookLM (trademark Google).













